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Domenica è sempre Domenica

Da piccola, aspettavo impaziente la domenica.

Non era un giorno come gli altri: niente scuola, niente uniforme, tutti a casa il che vuol dire cucina buona, alla TV mettevano i film e soprattutto, il momento migliore, dovevi mettere il famoso vestito della domenica con le sue scarpe abbinate.

Ti guardavi mille volte nello specchio, non vedevi l’ora di uscire, andare a messa camminando con cura per non sporcarti col fango o la polvere (dipende dalla stagione) sulle strade non asfaltate, poi arrivavi a messa in anticipo per chiacchierare con i tuoi amici con cui avevi appuntamento.

Tornavi a casa per l’ora di pranzo. Mi ricordo che dovevi togliere il vestito prima di mangiare per non rovinarlo col sugo o l’olio e te lo rimettevi dopo per passare il pomeriggio con gli amici del quartiere facendo sempre attenzione a non sporcarti.

Era tutto un rito! Ma un rito bello!

Adesso capisco l’ossessione di non sporcarsi. Perché non ero mica io a lavare dopo, e chi lo faceva doveva beccarsi tutti i vestiti della famiglia da lavare a mano.

Potete benissimo capire cosa vuol dire.

Io ora l’ho capito e so che mia mamma era (come è anche adesso) una persona brava. Prima di fare qualsiasi cosa o di agire si metteva al posto degli altri.

Parlo di questo fatto perché in questa domenica delle palme in quarantena, mi sono svegliata col ricordo da piccola e così ho deciso di indossare il vestito della domenica.

Non posso uscire ma voglio essere quella bambina che aspettava la domenica per scegliere il vestitino bello, abbinarlo alle scarpe. Il trucco, non sapevo neanche che esistesse. Sapevo solo che le signore si mettevano lo smalto e il rossetto poi boh…

Oggi, eccomi qua, il « fanciullino » che c’è in me mi riporta nelle « rimembranze » della mia giovinezza. Ho scelto il vestito di oggi come una brava bambina: un look un po’ moderno, sempre principesco, ma il vestito questa volta è abbinato a una delle mie mascherine realizzate in questo periodo.

Mi sento « MAMA AFRICA »: il nome che ho deciso di dare a questa creazione in ricordo delle mie origini.

La chitarra, non ridete!, chi sa suonare capirà subito che non so neanche tenerla come si deve… ma per chi non se ne intende, shhhh!, Fate finta di niente, la sto suonando.

Comunque è una chitarra che abbiamo vinto, anzi mia nipote l’ha vinta per noi alla sagra di Maddalene qualche anno fa a Vicenza scegliendo un bigliettino da 2€ credo.

Ora pure lei è diventata francese.

Ho deciso di suonare a casaccio in ricordo del coro in chiesa, ogni strumento era ben accetto per accompagnare le canzoni della domenica.

Adesso mi resta solo da augurarvi una buona domenica delle palme, da casa, ma col mio vestito della domenica.

Per i non cristiani, semplicemente, buona domenica!

E voi avete un vestito della domenica o ce l’avevate?  

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