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Portatore di luce

Luca, dal latino « Lux », nome che significa « Nato alle prime luci della mattina »Tutto sale a qualche anno fa dicembre 2009.

In quel periodo mi trasferì in un appartamento a Vicenza, in un condominio di 6 famiglie.

Il condominio era composto di tre coppie di anziani al primo piano e al secondo piano, io prima di andare a convivere con mio attuale marito, un ragazzo single e una coppia con i loro due figli maschi. La famiglia di Luca, un adolescente di 13 anni.

Qualche mese dopo, è venuto Luca, mio marito a vivere a Vicenza con me. 

Non conoscevamo bene i vicini, il nostri rapporti erano limitati solo a un « Ciao » e poi ognuno andava avanti per la propria strada.

La famiglia di Luca, il ragazzino era l’unica con cui ci scambiavamo qualche parola perché suo padre era l’amministratore del condominio.

Con gli altri vicini, ci beccavamo solo nelle scale con un buongiorno. Se devo essere sincera non era rose e fiori all’inizio. Alcuni rispondevano, altri invece potevi dire buongiorno in qualunque modo volevi ma non ti rispondeva.

Ok, a noi non importava. Continuavamo a salutare come se niente fosse successo. Io a volte me la prendevo ma mio marito mi ha sempre detto de lasciar perdere.

Ok, torniamo a Luca, era piccolo, il più giovane, il bambino del condominio, ma era l’unico che ti salutava è mica fosse solo quello… Ma un saluto sempre con il sorriso sulle labbra, ti chiedeva sempre come stavi, e se addirittura avevi qualcosa da portare su ti chiedeva sempre se avevi bisogno di una mano. Un ragazzo gentile e educato.

Con il passare del tempo, qualche anno dopo, abbiamo iniziato a conoscere i vicini, con il nostro menefreghismo di alcuni comportamenti abbiamo legato con tutti i vicini, dal saluto si è passato al come stai e così qualche chiacchierata in più… Così abbiamo scoperto che tutti vedevano Luca come lo vedevamo. Un ragazzo gentile, educato, generoso sempre preso con il suo motorino.

Praticamente l’abbiamo visto crescere, il ragazzino che abbiamo conosciuto cambiava fisicamente. La voce, un po’ di barba ma sempre con lo stesso carattere e sempre più innamorato del suo motorino. Ogni tanto facevamo qualche battuta ma la fidanzata? « E lui, non ce l’ho, ho la mia passione per la moto »

Siamo rimasti in quel appartamento fino a dicembre 2015 quindi per noi era una famiglia.

Qualche mese prima di traslocare, agosto 2015, siamo andati in ferie io e mio marito. Siamo tornati dalle ferie il 19 agosto, dovevamo andare a casa loro perché ci avevano fatto il favore di prendersi cura delle nostre piante mentre eravate via e poi bussano alla nostra porta. Luigino, il nostro vicini di sotto. « Avete saputo cos’è successo a Luca? »

Noi: »Luca, il vicino? »

Lui: »Si si, nessuno vi ha detto niente? È uscito anche sul giornale di Vicenza di ieri. »

Noi: »No, siamo appena tornati dalle ferie, cos’è successo?, niente di grave spero. »

Lui: »Ha avuto un incidente con il suo motorino, adesso è in coma. È ricoverato a San Bortolo (ospedale di Vicenza) »

Noi: « Cavolo, ma sta scherzando? » 

Ovvio che un anziano se viene a casa tua non sarà mica per farti uno scherzo e soprattutto di questo genere qua.

Non capivamo più niente, sembrava un sogno, forse neanche perché il sogno dopo realizzi che si trattava di un sogno. Una cosa irreale alla quale non puoi credere. La tua mente si rifiuta di accettare.

Noi subito, amore andiamo in ospedale subito, non è possibile. L’abbiamo visto prima di partire e ci ha anche detto, che bella la Thailandia, fate un buon viaggio e ci ha raccontato anche del suo viaggio in Austria con i suoi amici. 

Ma dai! Non poteva essere vero.

Ci rechiamo in ospedale, reparto rianimazione e vediamo i suoi, parenti, amici, tutti in lacrime e là ti rendi conto cosa stia succedendo veramente. 

Ma che cavolo! Cosa sta succedendo? Non può essere possibile. E ti arrabbi con Dio, ma perché tutto questo, perché proprio a lui? Dai Dio fai qualcosa, ti prego…

Bruttissimo quel reparto, non lo auguro a nessuno. Mi è venuto in mente qualche anno fa, eravamo di nuovo lì per il papà di una nostra amica. Che brutto ricordo!

Una cosa stranissima, eravamo lì, vedere Luca intubato, respirava solo con l’aiuto delle macchine ma eravamo convinti che ce l’avrebbe fatto. Già il fatto che ha sopravvissuto allo scontro con la macchina era un segno. 

La situazione secondo i medici era senza speranza, per noi non solo la speranza era l’ultima a morire ma per noi eravamo sicuri che si sarebbe ripreso. Ci voleva tempo ma c’è l’avrebbe fatto. È strano da spiegare, è una cosa che ti senti dentro, una vocina che ti dice c’è la farà! Anche se lo vedevamo lì immobilizzato. 

Ho detto a mio marito: »Carpe diem! Come ti può cambiare la vita in un attimo! »

Quel bravo ragazzo gentile che abbiamo visto crescere non poteva farci uno scherzo del genere, ce l’avrebbe fatto e come. È giovane, forte, coraggioso, generoso, sempre sorridente… A volte non bassa ma lui ce l’avrebbe fatta. Dio doveva ridarci il sorriso di quel condominio, come significa il nome Luca, « la luce » del nostro condominio doveva tornare…Non potevamo uscire di casa nel buio, senza quel : »Ciao, state bene? » Aveva sempre un argomento per per creare una conversazione, oppure passare davanti al garage il weekend mentre lui fa qualche lavoretto con la sua nuova moto.

Oggi 15 gennaio, a più di un anno dalla nostra partenza da Vicenza, sua mamma ci sveglia con questo bellissimo articolo uscito sul giornale di Vicenza per il 20esimo compleanno di Luca.

Buon compleanno Luca anche dalla Francia! Sei un bravo ragazzo e tanti complimenti ai tuoi genitori per quello che sei. Sappiamo qual è la tua passione quindi quando vuoi sappi che hai una casa anche qua. Ti aspettiamo qua alle 24heures du Mans!

Oggi sono anche due settimane che un nostro amico di Vicenza David si trova sempre in coma nello stesso ospedale. Un altro giovane, di nuovo la stessa domanda a Dio : »Perché proprio lui? » Ancora di nuovo quel reparto? Basta veramente!

Speriamo bene anche per lui. FORZA DAVID! #DavidVinceGolia 

In questa domenica 15 gennaio una preghiamo a tutti i giovani che stanno lottando tra la vita e la morte. 
Ho capito in tutto questo che: « La vita non ci appartiene, come ci viene dato così viene presa. Non siamo nessuno su questa terra e non abbia nessun potere sul nostro destino. Un momento ci sei e dopo non ci sei più. »

Life is short live it well and carpe diem!

#chicfleur

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